La Sardegna del “guardiano dell’isola”: la storia di Mauro Morandi
quando la giustizia emette sentenze inique (ricordando Edipo e Antigone)... disquisizioni tra cielo e mare
Il viso è sereno di chi ha l’anima in pace, segnato di chi ha vissuto, subito ed amato la natura in tutte le sue espressioni più estreme.
Erano 15 anni che non andavo più là, quando con Bepi, un caro amico che ora naviga il cielo, a bordo del suo veliero Dovequinto sbarcavo a Budelli, un’isola depredata dalla sua sabbia rosa a causa di quegli stolti che vivono la bellezza solo nella sua superficie, che non sanno andare oltre, che non riescono a capire che la vera bellezza sta dietro, nella conoscenza, nella consapevolezza.
É Mauro a suggerirmi questo pensiero, semplice quanto vero, tanto banale quanto pieno di significato.
l'isola di Budelli, nell'Arcipelago della Maddalena, la sua casa
Trent’anni di storia, trent’anni di vita, trent’anni di Budelli, trent’anni di mare e di sabbia, di vento e di silenzio, di sole che brucia e di freddo che gela. Trent’anni di isola, di solitudine, di pace, di letture e di riflessioni, di gabbiani e di pesci, di maree di acqua e di gente, di paesaggi, di colori, di sapori, di nulla e di tutto.
Trent’anni tra terra e cielo, tra terra e mare. La terra che si stende in un fazzolettino di un chilometro e mezzo, lungo una costa che di chilometri ne conta dodici. E al centro un picco che svetta con i suoi 88 metri di altezza.
Budelli è questa, niente di più. Un incanto racchiuso in un minuscolo scrigno.
E in trent’anni vissuti qui cosa può sfuggire di questo scrigno? Nulla, sicuramente nulla… si può scorgere anche un piccolo sasso mosso dal vento, si può assistere ad un seme che rompe la terra, che si affaccia alla luce e cresce, giorno dopo giorno, per diventare pianta.

