enclave logudorese in Gallura
visitare Alà dei Sardi
L’aria è pura qui e si respira a pieni polmoni sulle altitudini che raggiungono quasi 700 metri, in cima all’altopiano sul quale si stende Alà dei Sardi. La cornice è il Monte Acuto, dove l’ambiente selvaggio e rurale rappresenta perfettamente la Sardegna più autentica. Alà dei Sardi è tappa consigliata da Gallura Turismo proprio per questa “sincerità” di borgo e di territorio. La comunità, che non raggiunge i duemila abitanti, è quella che il viaggiatore si aspetta quando raggiunge l’isola. Gente semplice, diretta, di quella ospitalità che ha contribuito a rendere la Sardegna nota nel mondo, dove i lutti vengono portati ogni giorno nelle vesti rigorosamente nere dalle vedove, dove dal tavolino di un bar ti chiamano per offrirti una Ichnusa, per darti il Benvenuto, per farti sentire a “casa”. E’ una Sardegna che tiene ancora salde le sue abitudini e il suo stile di un tempo.
Tutt’attorno aspri e silenziosi rilievi granitici sui quali ammirare bizzarre sculture modellate dal vento, foreste di lecci e querce, regni di mufloni e aquile, vertiginose vallate con ruscelli che formano laghetti e sterrati pianeggianti con distese di macchia mediterranea. Un incanto naturale. Da vari punti del borgo, ma soprattutto nei dintorni, ad esempio dalla foresta di Lithos con le montagne barbaricine che avvolgono in un abbraccio, la vista si perde sul golfo di Olbia e sulla maestosa sagoma dell’isola di Tavolara, con il mare che si perde all’orizzonte. Su queste strade, ogni anno, si corre il Rally d’Italia Sardegna, con Prove Speciali tra le più affascinanti del mondiale.
Risale al 1106 il primo documento che attesta la presenza di Alà. L’origine del suo nome pare risalga al paleosardo, con il basco alha, ‘pastura’, riferito agli estesi pascoli. Dal latino invece un’ipotesi che si rifà ad un esercito romano era di stanza in zona, detto appunto Ala, mentre è al punico che ci si riferisce con l’ulteriore lettura di “posto in alto”. La specificazione ‘dei Sardi’ fu attribuita per regio decreto nel 1864.
La visita al centro storico è un viaggio indietro nel tempo, con piccole strade che si incrociano a disegnare uno scomposto intreccio di strade lungo le quali si alternano severe facciate in granito a muri sdruciti spesso colorati da murales che raccontano usi, costumi e tradizioni locali. Anche gli infissi delle case non hanno continuità, ma si differenziano tra la bella e curata estetica del ferro battuto agli allumini degli anni ’70/’80, ad usurate e vissute porte e persiane in legno di tempi più antichi.
Qui e là spuntano inaspettate architetture granitiche, tra cui i pozzi di “e mesu idda” e di “s’Oltu Mannu”, il vecchio municipio e la bicocca dei Dessena. La sosta all’ottocentesco palazzo Corda, detto anche “il castello”, è per ammirare la bella facciata sulla quale un murale ricorda l’ultima bardana (1870), il saccheggio a danno dei benestanti. L’itinerario della fede porta in visita alla chiesa di San Giovanni Battista e alla chiesa di Sant’Antonio da Padova, entrambe in centro paese. Nei dintorni, a due chilometri dal borgo, si fa tappa al santuario di san Francesco d’Assisi presso la quale si tiene, a inizio ottobre, una festa che richiama migliaia di fedeli.
Guidati da Andamentas, associazione che promuove e valorizza il territorio di Alà dei Sardi, si può partire per scoprire il patrimonio storico, ambientale e culturale di questo antico borgo, e magari assistere agli antichi mestieri che un tempo, ma ancora oggi, rappresentano l’economia di casa delle famiglie locali, come la lavorazione di sughero, del granito e delle pietre, ad opera dei famosi maistos alaesi.
Abitato fin dal Neolitico presenta, ancora oggi, importanti testimonianze nuragiche fra torri, villaggi, tombe di Giganti e santuari racchiusi nei numerosi siti sparsi per il territorio. Da visitare sos Nurattolos, risalente all’età del Ferro, che comprende una fonte sacra, una capanna delle riunioni, il santuario e alcune abitazioni. Altra tappa da non perdere è il nuraghe Boddò in buono stato di conservazione, come anche il villaggio di su Pedrighinosu, con edifici circolari e fucina. Il sito fu poi abitato dai Balares, popolo ribelle non autoctono. In tema abiente le cascate di su Fossu malu, dove il fascino della natura si esprime in tutta la sua bellezza.
Itinerari in visita al territorio di Buddusò
In preparazione…
A breve itinerari e visita a territorio
Con Andamentas
Testo provvisorio – in fase di integrazione
Il meglio di Alà dei Sardi: dormire, mangiare, experience e tempo libero
B&b da Gigi
Via Roma 61
Alà dei Sardi
M. +39 377 2645374
Casa Vacanze Santa Croce
Via Umberto, 65
Alà dei Sardi
M. +39 338 66130163
B&b Carrera Manna
Vico Umberto, 1
Alà dei Sardi
M. +39 377 3237178
Le Tre Gocce d’Oro
Azienda apistica
Via Colombo, 3
Alà dei Sardi
M. +39 329 0928117
Andamentas – Alà Escursioni
Ass. Culturale Sportiva e Turistica
Alà dei Sardi
M. +39 349 6339639
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