La Sardegna al primo posto a livello nazionale per capacità ricettiva dell'extralberghiero
Il turismo dell’extralberghiero ha assunto a livello nazionale numeri di grande rilevanza, diventando un fenomeno che ha reso necessario una serie di interventi e normative ministeriali.
Tra le ultime l’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) che ha consentito di monitorare al meglio il turismo degli affitti brevi, aumentandone la trasparenza, la sicurezza e la tracciabilità, ma anche di combattere l’evasione fiscale e l’abusivismo, rendendo il mercato più sicuro e uniformando la gestione dei dati a livello nazionale con la creazione di un’unica banca dati nazionale di tutte le proprietà turistiche.
In Sardegna il settore dell’extralberghiero rappresenta attualmente, in ambito turismo, una delle principali fonti di reddito grazie agli oltre 200.000 posti letto disponibili, quasi il doppio dei posti offerti dagli alberghi tradizionali che non superano i 120mila. Nel 2024 i 50 comuni costieri dell’isola hanno generato nell’extralberghiero, grazie anche all’introduzione del CIN, un fatturato di circa 600 milioni di euro, con un incremento del 32% rispetto all’anno precedente.
Il boom di questo fenomeno è dovuto principalmente all’avvento delle OTA, piattaforme digitali che hanno monopolizzato il mercato del turismo, svuotandolo purtroppo della sua identità territoriale ed emozionale ma garantendo, anche alle piccole attività con bassa o bassissima capacità ricettiva, presenza e visibilità sul web con un conseguente riscontro economico.
Argomenti trattati
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